Sicurezza informatica, crittografia, OSINT e difesa dalle minacce.

La CVE-2026-35273 (gravità 9.8) in Oracle PeopleSoft è stata sfruttata come zero-day dal gruppo ShinyHunters: circa 300 istanze e 100 organizzazioni colpite, il 68% università. Oltre 455.000 email nel leak.

La maggior parte delle violazioni non rompe la crittografia: rompe le persone. Come gli attacchi sfruttano i meccanismi della cognizione — e perché i deepfake hanno alzato la posta.

Un ricercatore ha documentato una campagna che ha sottratto le credenziali VPN di decine di migliaia di firewall aziendali, sfruttando vecchi hash deboli. Tra i nomi citati, grandi multinazionali.

Un attaccante ha compromesso l'organizzazione Mastra su npm e ripubblicato oltre 140 pacchetti con una dipendenza malevola camuffata. È l'ennesimo colpo alla fragile catena del codice open source.

Quindici estensioni nascoste in un marketplace ufficiale esfiltravano le credenziali dei servizi di intelligenza artificiale. Un attacco alla catena di chi scrive software.

La vulnerabilità colpisce lo strumento di sicurezza stesso, anche su Windows aggiornato, ed è già sfruttata. Microsoft sta lavorando alla correzione.

Per oltre due anni gli attaccanti hanno copiato di nascosto le email di ricerca su salute e difesa, sfruttando una funzione legittima di Google Workspace. Nessun malware appariscente: solo una regola configurata ad arte.

Un attacco informatico non è un lampo: è un processo che si sviluppa per giorni. In un caso reale, dal primo clic alla cifratura passarono quindici giorni — quindici occasioni perse per fermarlo.

Una vulnerabilità di massima gravità nei software gestionali ha permesso furti di dati su larga scala, con le università tra i bersagli più colpiti.

Le truffe finanziarie non colpiscono gli ingenui: sfruttano meccanismi universali della mente. Capire come funziona uno schema Ponzi — e perché il primo prelievo riuscito è esca, non garanzia — è il miglior antivirus.

Il "martedì delle patch" di giugno ha sistemato circa 200 vulnerabilità, tra cui due gravissime (punteggio 9,8) che consentono l'esecuzione di codice da remoto senza autenticazione.

La distanza tra chi "fa OSINT" e chi la fa bene è enorme. Non sta negli strumenti, che cambiano di continuo, ma nel metodo: domande giuste, validazione delle fonti, gestione dei bias, tracciabilità delle prove.
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