Microsoft costruisce i suoi modelli: sette "MAI" addestrati in casa

Dopo anni di dipendenza dai modelli dei partner, Microsoft presenta una famiglia di sette modelli proprietari, addestrati da zero su dati con licenza e abbinati al suo chip Maia. È la corsa dei giganti a non dipendere da nessuno.

Modelli di intelligenza artificiale proprietari di Microsoft
Modelli di intelligenza artificiale proprietari di Microsoft

Per anni, l'intelligenza artificiale di Microsoft ha avuto in gran parte un motore non suo. Il 2 giugno l'azienda ha cambiato passo, presentando sette modelli proprietari della famiglia MAI — tra cui MAI-Thinking-1 (ragionamento), MAI-Code-1-Flash (codice), MAI-Image-2.5 (immagini), MAI-Voice-2 (voce) e MAI-Transcribe-1.5 (trascrizione).

Il metodo: addestramento da zero e chip dedicato

L'aspetto rivendicato con più forza è il metodo: secondo Microsoft i modelli sono stati addestrati da zero su dati puliti e con licenza, senza "distillazione" da modelli di terzi, e co-progettati insieme al chip proprietario Maia 200 per guadagnare in efficienza. L'azienda dichiara anche risultati lusinghieri nei confronti diretti con modelli rivali — affermazioni, è bene precisarlo, che vanno attribuite a Microsoft stessa e non a benchmark indipendenti.

Costruirsi modelli in casa significa ridurre la dipendenza e trattenere valore.

La cornice: la corsa dei giganti a non dipendere da nessuno

La mossa va letta nella cornice più ampia della corsa dei giganti tecnologici a controllare l'intera filiera dell'AI: modelli, dati e silicio. Dopo aver investito miliardi in partner esterni, costruirsi modelli in casa significa ridurre la dipendenza e trattenere valore. È lo stesso istinto che, nel quantum e nei chip, sta spingendo ogni grande attore a non lasciare a nessun altro le chiavi della propria tecnologia.

In sintesi Il 2 giugno Microsoft ha presentato sette modelli proprietari della famiglia MAI, addestrati da zero su dati con licenza, senza distillazione da modelli di terzi, e co-progettati con il chip Maia 200. I confronti favorevoli con i modelli rivali sono dichiarati dalla stessa Microsoft, non da benchmark indipendenti.
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