Quantum Space — Speciale: l'Antitrust italiana accende un faro sul quantum computing

Per la prima volta l'AGCM apre un'indagine conoscitiva sul mercato del calcolo quantistico. Barriere d'ingresso altissime, rischio di lock-in e sovranità tecnologica: il quantum diventa politica industriale.

Antitrust e mercato del calcolo quantistico
Antitrust e mercato del calcolo quantistico

Quantum Space è il programma di approfondimento di Class CNBC dedicato al calcolo quantistico, in onda ogni martedì, condotto dal giornalista Emerick De Narda con Pierpaolo Marturano come esperto fisso e ideatore dei contenuti.

Una puntata speciale ha affrontato un tema inusuale per il calcolo quantistico: l'antitrust. A marzo 2026 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha aperto un'indagine conoscitiva sul mercato del quantum computing — la prima volta che l'antitrust italiana si occupa di questa tecnologia. Il segnale è chiaro: il quantum è uscito dal laboratorio ed è entrato nella politica industriale.

Il quantum è uscito dal laboratorio ed è entrato nella politica industriale.

Tre nodi competitivi

L'indagine mette a fuoco tre problemi. Il primo riguarda le barriere d'ingresso elevatissime: costruire un computer quantistico richiede capitali e competenze fuori dalla portata dei più, una soglia che da sola tende a concentrare il mercato attorno a pochi attori capaci di sostenerla.

Il secondo è la difficoltà a definire i mercati di una tecnologia ancora in formazione. Senza confini netti su cosa sia il prodotto, su chi siano i concorrenti e su dove finisca un mercato e ne cominci un altro, anche gli strumenti tradizionali dell'analisi della concorrenza faticano a fare presa.

Il terzo è il rischio di gatekeeping. Il modello "quantum-as-a-service" abbatte i costi d'accesso, e in questo senso democratizza l'uso della tecnologia, ma può creare dipendenza tecnologica e contrattuale: fino al rischio che il quantum diventi un semplice modulo dentro ecosistemi cloud già dominanti, invece di un mercato autonomo e contendibile.

Regolare prima, non dopo

Lo sfondo è la corsa ai brevetti e l'acquisizione precoce di startup da parte dei giganti, una dinamica che tende a chiudere gli spazi competitivi prima ancora che il mercato si sia formato del tutto. A questa si somma una dimensione strategica: molte applicazioni quantistiche sono dual-use, civili e militari, con un peso diretto sulla sovranità tecnologica europea.

La tesi della puntata è che intervenire ora, nella fase ancora aperta, è l'occasione per costruire mercati competitivi — perché agire dopo, quando il lock-in è consolidato, è molto più difficile. La finestra utile, in altre parole, è quella in cui le regole possono ancora orientare la struttura del mercato anziché limitarsi a fotografarla. L'Europa non può permettersi di arrivare tardi come accadde con i semiconduttori, il cloud e l'AI.

In sintesi A marzo 2026 l'AGCM ha aperto la sua prima indagine conoscitiva sul mercato del calcolo quantistico, mettendo a fuoco tre nodi competitivi — barriere d'ingresso elevatissime, difficoltà a definire i mercati e rischio di gatekeeping legato al modello quantum-as-a-service. Sullo sfondo, la corsa ai brevetti, l'acquisizione di startup da parte dei giganti e la natura dual-use della tecnologia, con l'obiettivo di regolare la fase ancora aperta prima che il lock-in si consolidi.
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